Mutui con tassi più bassi nel 2019, migliori offerte a tassi minimi

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Ci si chiede spesso quali siano i mutui con tassi più bassi attualmente a disposizione sul mercato, soprattutto quando si è in procinto di compiere un passo importante come l’acquisto di una casa. Il tasso di interesse applicato al finanziamento, infatti, può cambiare anche in maniera sostanziale l’onerosità del mutuo stesso, ma prima di chiedersi quali siano i mutui con tassi più bassi è bene capire a fondo ciò di cui si sta parlando.

Cos’è il tasso di interesse

Il tasso di interesse è il valore di interesse espresso in percentuale applicato ad un prestito o ad un finanziamento.

Quando viene erogato un prestito, infatti, il debitore è tenuto a restituire l’intero capitale secondo le modalità previste in fase di stipula del contratto, più una certa somma di denaro a titolo di interesse, somma che rappresenta la remunerazione per chi ha concesso ed erogato il prestito.

I valori di riferimento che servono a calcolare il tasso di interesse possono essere di diverso tipo: si è soliti riferirsi all’Euribor per i mutui a tasso variabile e all’Euris per i mutui a tasso fisso, a cui si aggiungono parametri come lo spread scelto dalla banca, l’importo erogato, la durata del prestito, il profilo di rischio del debitore, la finalità del prestito e infine Tan e Taeg.

I tipi di tasso di interesse: il mutuo a tasso fisso

I mutui a tasso fisso di solito non risultano essere i mutui con tassi più bassi, ma offrono alcuni vantaggi da non sottovalutare.

In questo caso, infatti, il tasso di interesse viene stabilito al momento della stipula del contratto e rimane invariato per tutta la durata del piano di rimborso, dando così rate di importo costante che mettono al riparo da sorprese e consentono di pianificare con precisione il bilancio famigliare.

Già al momento dell’accensione del mutuo, infatti, è possibile calcolare il piano di ammortamento nel dettaglio, con l’indicazione delle rate da pagare e del loro importo.
Il tasso fisso viene in genere calcolato come somma del tasso base Euris corrispondente alla durata del mutuo e dello spread scelto dalla banca; proprio perché questo tipo di tasso non segue l’andamento del mercato, i mutui a tasso fisso risultano spesso più onerosi di quelli a tasso variabile.

Il mutuo a tasso variabile

Tra i mutui con tassi più bassi troviamo sicuramente i mutui a tasso variabile, che hanno in genere l’Euribor come valore di riferimento: al variare di questo valore cambia anche il tasso di interesse applicato al mutuo, dando origine a rate di importo variabile nel tempo, che non è possibile prevedere o determinare in anticipo.

Questo tipo di tasso può essere scelto quando si prevede una discesa dei valori, ottenendo così delle rate di rimborso più basse; solitamente è poi più conveniente rispetto ai mutui a tasso fisso perché le banche tendono ad applicare una spread minore.

Esiste anche la possibilità di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile con cap, applicando cioè un tetto massimo all’aumento del tasso per non pregiudicare la capacità di rimborso del debitore, oppure un mutuo a tasso variabile con rata costante, in cui l’importo della rata rimarrà costante ma potrà variare la durata del prestito in caso di rialzo (o di ribasso) dei tassi. Questa può essere una buona soluzione per chi vorrebbe seguire l’andamento del mercato ma teme di mettere a rischio la sua capacità di rimborso; l’unico neo è che è impossibile determinare con esattezza la data di scadenza del mutuo.

Mutui con tassi più bassi: il mutuo a tasso misto

Si tratta di un tipo di finanziamento che dà al debitore la facoltà di passare dal tasso fisso al tasso variabile o viceversa nel corso del piano di rimborso del prestito, a cadenze prefissate, in genere ogni 2, 3 o 5 anni.

Il suo vantaggio principale è costituito dal fatto di poter scegliere di volta in volta la soluzione più conveniente, valutando il tasso di interesse attuale e le previsioni a breve e medio termine.

Tasso fisso o tasso variabile?

E’ una delle maggiori perplessità di chi si guarda intorno alla ricerca dei mutui con tassi più bassi. Non esiste una risposta valida per tutti. I vantaggi e gli svantaggi delle due formule li abbiamo visti: un costo leggermente più alto per il tasso fisso, bilanciato dalla sicurezza di una rata costante per tutta la durata del piano di rimborso, una maggiore convenienza per i mutui a tasso variabile, che ha costi iniziali più bassi e, seguendo le oscillazioni del mercato, può far abbassare la rata del mutuo. Il rovescio della medaglia, però, è che queste variazioni possono anche essere al rialzo; bisogna quindi essere sicuri di avere in ogni caso la necessaria capacità di rimborso.

L’andamento dei tassi nel 2019, secondo i dati della Banca Centrale Europea, dovrebbe rimanere stabilmente al ribasso. Come è facile intuire, ciò causa un particolare interesse per i mutui a tasso variabile, che potrebbero rivelarsi particolarmente convenienti anche nei prossimi mesi, soprattutto per quanto riguarda quelli di breve durata.

Per i mutui con un lungo piano di rimborso – parliamo di 25/30 anni, il mutuo a tasso fisso offre sicuramente una maggiore sicurezza; la decisione dovrà essere presa i base alla propensione al rischio del mutuatario.

Cosa si intende con Euribor ed Euris

Sono due valori che concorrono a determinare il tasso di interesse di un mutuo o di un finanziamento.

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di interesse medio che viene applicato agli scambi interbancari effettuati dai principali istituti bancari dell’area Euro. Viene aggiornato quotidianamente e dal 1999 è stato assunto come valore di riferimento per calcolare il costo del denaro in Europa.

Proprio per questo motivo viene solitamente utilizzato come valore di riferimento per decidere il tasso di interesse da applicare ad alcune operazioni bancarie, tra cui i mutui a tasso variabile, che possono risultare tra i mutui con tassi più bassi.

L’Euris (Euro Interest Rate Swap) è invece il tasso di interesse medio applicato alle operazioni di swap effettuate dei principali istituti bancari dell’area Euro per coprire il rischio di interesse e viene usato come valore di riferimento per decidere quale tasso di interesse del mutuo scegliere. Anche questo valore viene calcolato ogni giorno dalla Federazione Bancaria Europea.

Viene spesso utilizzato per calcolare il tasso di interesse dei mutui a tasso fisso in abbinamento allo spread scelto dalla banca. L’Euris in genere cresce con l’aumentare della durata del prestito e non dipende dall’ammontare del capitale erogato: per i prestiti a tasso fisso, infatti, il creditore è soggetto ad un rischio di mercato legato alla possibilità che i tassi di interesse salgano al di sopra del valore deciso in fase di stipula del contratto, causando così una perdita per la banca.

Per tutelarsi da questo rischio le banche stipulano dei contratti in strumenti derivati chiamati swap, che possono essere definiti degli interessi percentuali sui prestiti a tasso fisso “riassicurati”. L’Euris è il tasso di interesse applicato agli swap dalle principali banche europee.

Cosa sono Tan e Taeg

Per determinare quali sono i mutui con tassi più bassi bisogna considerare anche Tan e Taeg. Di cosa si tratta?

Il Tan (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse applicato dagli istituti di credito su base annua all’importo lordo del finanziamento.

Questo valore viene usato per calcolare la quota di interesse che il debitore dovrà pagare all’ente erogatore in base all’importo e alla durata del prestito; questa cifra, aggiunta alla quota capitale, determinerà l’importo delle rate di rimborso del finanziamento.

Il Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale) indica invece il costo complessivo del finanziamento, incluse le spese accessorie come le spese di apertura della pratica, i costi di istruttoria, le spese per l’incasso delle rate di rimborso e le assicurazioni obbligatorie; viene calcolato su base annua in base alla durata del prestito.

Grazie a questo valore è possibile capire in maniera immediata la convenienza del mutuo, confrontando i diversi preventivi.
Il Taeg deve essere obbligatoriamente inserito nel contratto e nel documento informativo precontrattuale consegnati al cliente.

Cos’è lo spread per i mutui?

Quando si parla di spread in relazione ad un mutuo o ad un finanziamento si intende il costo effettivo che la banca richiede al cliente per la concessione del mutuo e il guadagno reale dell’istituto di credito. E’ un valore che si va ad aggiungere al tasso di interesse applicato al mutuo, definendo così il costo fisso del prestito. Come abbiamo visto, il tasso di riferimento cambia in base alla tipologia di mutuo che abbiamo scelto: per i mutui a tasso fisso questo valore sarà dato dall’Euris a cui si aggiunge lo spread, per i mutui a tasso variabile dall’Euribor sommato allo spread.